I monaci di S. Galgano si affermarono in Asciano come colonizzatori e bonificatori. Amministravano numerosi beni, terreni e case, in molte zone del territorio ascianese. I loro maggiori possedimenti erano quelli della campagna intorno a Palazzo Monaci (una volta denominato Palazzo a'Monaci), lungo la strada per Chiusure, sulle colline che s'adagiano a ponente verso la valle dell'Ombrone e, a levante, s'affacciano al poggio della Cella. A Palazzo Monaci fu eretta una cappella dedicata a S. Galgano.
Il complesso in origine Borgo dei Marchesi Bargagli si estende su una collina e ha una vista a 360° sulla campagna circostante. Dell'antico corpo del monastero sono stati restaurati i due corpi di fabbrica, dei quali l'uno in filaretto di travertino (il Palazzo propriamente detto) e l'altro in mattoni con loggiati cinquecenteschi, che delimitano il cortile di quella che fu una fattoria modello. Il centro abitato è composto da piccoli immobili separati, collocati in un complesso che si estende in un’area di 18.000 mq con ulivi secolari e due piscine di cui una idromassaggio. Alcuni sono forniti di terrazze o verande esterne al pianoterra.

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