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09/01/2022

Mostra "Klimt, la Secessione e l'Italia" - Museo di Roma. Galleria Doria Pamphilj. Mamma Mia!

ROMA – 9 GENNAIO 2021
MOSTRA “KLIMT, LA SECESSIONE E L’ITALIA“- MUSEO DI ROMA

Programma

Partenza ore 7.00 dalla zona per Roma. Sosta durante il viaggio per ristoro facoltativo. Arrivo nella capitale tempo libero per una scoperta individuale della città e visita alla mostra “Klimt, la Secessione e l’Italia” presso il Museo di Roma. La mostra ripercorre le tappe dell’intera parabola artistica di Gustav Klimt, ne sottolinea il ruolo di cofondatore della Secessione viennese e – per la prima volta – indaga sul suo rapporto con l’Italia, narrando dei suoi viaggi e dei suoi successi espositivi. Nel pomeriggio tempo libero, oppure possibilità di assistere allo spettacolo “Mammamia” oppure visitare il Palazzo Dora Pamphilj in cui si trova un’ampia raccolta di pitture, arredi e statue dei maggiori artisti italiani ed europei del passato. Al termine (h19.00 circa) partenza per il rientro previsto in serata. Sosta durante il viaggio per ristoro facoltativo.

€86 con minimo 20 paganti quota intera
€81 con minimo 30 paganti quota intera
€76 con minimo 40 paganti quota intera

Riduzione €5 per guide turistiche
Accompagnatore invalido gratis
Minori di 18 anni riduzione €5

La quota comprende:
Bus Gt a/r
Ingresso e visita con audioguida della mostra “Klimt, la Secessione e l’Italia”
assicurazione e accompagnatore

Ingresso facoltativo alla Galleria Doria Pamphilj €15 (bambini di età inferiore ai 12anni €2)
Biglietto facoltativo per lo Spettacolo “Mammamia” presso il Teatro Sistina disponibile su richiesta:
3°galleria €33
2° galleria €43
1°galleria €51
Poltrona €55
Poltronissima €60

Acconto alla prenotazione €20 (+eventuale costo ingresso “Galleria Doria Pamphilj” o eventuale ingresso allo spettacolo Mammamia) entro il 10/12/21
Per partecipare alla gita occorre il green pass o il tampone rapido (con esito negativo) effettuato a partire di 48h prima della partenza.

MAMMAMIA!
Con LUCA WARD, PAOLO CONTICINI, SERGIO MUNIZ, SABRINA MARCIANO
La storia della giovane Sophie che, a pochi giorni dal suo matrimonio sull’isola greca in cui vive, chiama i tre fidanzati storici di sua madre per scoprire chi di loro è il padre che non ha mai conosciuto, ha già conquistato il cuore di tantissimi ed è Mamma Mia Mania!
La più celebre commedia musicale degli anni 2000, che ha strappato applausi in tutto il mondo e ha fatto scatenare il pubblico con le mitiche canzoni degli Abba, in una messa in scena ricca e spettacolare, con un grande cast.

PALAZZO DORIA-PAMPHILJ

Palazzo Doria-Pamphilj è un edificio storico di Roma compreso tra via del Corso, piazza del Collegio Romano, via della Gatta, via del Plebiscito e vicolo Doria.
Nel 1733 il pittore bolognese Aureliano Milani affrescò per conto del principe Camillo Pamphilj il Giovane la nuova Galleria degli Specchi, costruita negli anni immediatamente precedenti dall’architetto Gabriele Valvassori.
L'ampia raccolta di pitture, arredi e statue che comprendono lavori di Jacopo Tintoretto, Tiziano, Raffaello Sanzio, Correggio, Caravaggio, Guercino, Gian Lorenzo Bernini, Parmigianino, Gaspard Dughet, Jan Brueghel il Vecchio, Velázquez e molti altri artisti importanti è stata creata a partire dal XVI secolo dalle famiglie Doria, Pamphilj, Landi e Aldobrandini che sono ora unite tramite matrimoni e discendenze con il cognome semplificato di Doria Pamphilj, dopo essere state a lungo conosciute come Doria Landi Pamphilj.
Il capolavoro della collezione, secondo l'opinione generale, è il ritratto di papa Innocenzo X, opera di Velázquez. Il papa, nato Giovan Battista Pamphilj, ascese al trono pontificio nel 1644.

KLIMT. LA SECESSIONE E L’ITALIA

La mostra ripercorre le tappe dell’intera parabola artistica di Gustav Klimt, ne sottolinea il ruolo di cofondatore della Secessione viennese e – per la prima volta – indaga sul suo rapporto con l’Italia, narrando dei suoi viaggi e dei suoi successi espositivi.
Klimt e gli artisti della sua cerchia sono rappresentati da oltre 200 opere tra dipinti, disegni, manifesti d’epoca e sculture, prestati eccezionalmente dal Belvedere Museum di Vienna e dalla Klimt Foundation, tra i più importanti musei al mondo a custodire l’eredità artistica klimtiana, e da collezioni pubbliche e private come la Neue Galerie Graz.
La mostra propone al pubblico opere iconiche di Klimt come la famosissima Giuditta I, Signora in bianco, Amiche I (Le Sorelle) (1907) e Amalie Zuckerkandl (1917-18). Sono stati anche concessi prestiti del tutto eccezionali, come La sposa (1917-18), che per la prima volta lascia la Klimt Foundation, e Ritratto di Signora (1916-17), trafugato dalla Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza nel 1997 e recuperato nel 2019.
Fanno da cornice a questi grandi lavori del maestro austriaco e contribuiscono al racconto del periodo della Secessione viennese, anche dipinti e sculture del Museo Belvedere, firmati da altri artisti, quali Josef Hoffmann, Koloman Moser, Carl Moll, Johann Victor Krämer, Josef Maria Auchentaller, Wilhelm List, Franz von Matsch e molti altri. Cartoline autografe documentano in mostra i viaggi in Italia di Klimt, che visitò Trieste, Venezia, Firenze, Pisa, Ravenna – dove si appassionò ai mosaici bizantini – Roma e il lago di Garda, cui si ispirarono alcuni suoi paesaggi. Questi viaggi furono importanti per l’evolversi della sua ricerca creativa e ne accrebbero l’influsso sugli artisti italiani. Per questo al Museo di Roma a Palazzo Braschi le opere di Klimt saranno messe a confronto con quelle di artisti italiani come Galileo Chini, Giovanni Prini, Enrico Lionne, Camillo Innocenti, Arturo Noci, Ercole Drei, Vittorio Zecchin e Felice Casorati che – recependo la portata
innovativa del linguaggio klimtiano molto più dei pittori viennesi del loro tempo – daranno vita con diverse sensibilità e declinazioni alle esposizioni di Ca’ Pesaro e della Secessione romana.
Grandi capolavori ma non solo. Al Museo di Roma, infatti, grazie alla collaborazione tra Google Arts & Culture Lab Team - nuova piattaforma di Google dedicata all’approfondimento delle arti - e il Belvedere di Vienna, tornano in vita tre celebri dipinti conosciuti come Quadri delle Facoltà - La Medicina, La Giurisprudenza e La Filosofia -, allegorie realizzate da Klimt tra il 1899 e il 1907 per il soffitto dell’Aula Magna dell’Università di Vienna e rifiutate da quest’ultima perché ritenute scandalose. Ciò che rimane di queste opere andate perdute nel 1945 durante un incendio scoppiato al castello di Immendorf in Austria, sono solo alcune immagini fotografiche in bianco e nero e articoli di giornale. La sfida di Google Arts & Culture è stata quindi di ricostruire digitalmente i pannelli a colori, attraverso il Machine Learning (un sottoinsieme dell'Intelligenza Artificiale) e con la consulenza del dott. Franz Smola, curatore della mostra e tra i maggiori esperti di Klimt al mondo.

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