ASCIANO… il Paese del Garbo

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Il territorio del Comune di Asciano si configura come terreno prevalentemente argilloso, è situato a 25 km da Siena  ed è immerso nel verde delle Crete Senesi.

 

La storia

È certo che il territorio di Asciano prima di diventare una colonia romana, fu sede di numerose comunità etrusche, documentate dai reperti della necropoli di Poggio Pinci e del tumulo del Mulinello. In epoca longobarda Asciano divenne una curtis regia, e nel suo territorio ormai ben colonizzato e popolato iniziarono a fiorire le prime pievi e cappelle. Dopo la fine del dominio longobardo Asciano passò sotto la dominazione dei conti della Scialenga.

Con l’avvento dei Comuni autonomi iniziarono a mutare le condizioni sociali, economiche e politiche e i Cacciaconti (successori dei conti della Scialenga) divennero spettatori del loro rapido declino, fino a quando

nel 1168 la nascente repubblica di Siena costrinse con la forza il comune di Asciano a sottomettersi. Nel settembre 1260, Firenze minacciava Siena con un grande esercito e ne chiese la resa incondizionata in cambio della non distruzione. I Senesi, per non perdere la libertà decisero di contrattaccare, chiesero l’aiuto dei castelli e dei borghi più fedeli alla Repubblica. Gli ascianesi accorsero prontamente e tale fu il loro apporto per la vittoria da meritare l’appellativo di “garbati ascianesi” e la costruzione di un ponte sull'Ombrone, il "Ponte del Garbo". Dopo molte lotte e conflitti gli Ascianesi riuscirono ad ottenere, nel 1369, la cittadinanza senese e da quel momento Asciano seguirà le sorti della Repubblica di Siena passando con essa, nel 1159 sotto il dominio dei Medici prima e dei Lorena poi. Nel 1860, facendo parte del Granducato di Toscana fu annesso al Regno d’Italia.


L’arte

Entrando nel centro storico da Sud, da dove fino al 1944 sorgeva la Porta Massini, sulla destra si erge maestosa la basilica di Sant’Agata, che da più di mille anni domina Il Paese del Garbo. Davanti alla scalinata della Basilica partono 3 strade, la via Bartolenga, Corso Giacomo Matteotti e via Mameli (“le strade nuove”). Uno schema viario imposto in età Napoleonica. La via Bartolenga, antica strada principale nel periodo medioevale conduce alla Piazza del Grano (antica piazza del mercato agricolo) dove si possono ammirare la facciata del duecentesco Palazzo del Podesta e la fontana del ‘400 di Antonio di Paolo Ghini.
Dalla piazza, dopo aver attraversato quello che resta del ghetto ebraico si arriva all’unica porta ancora esistente, la Porta del Bianchi (o Senese) da dove risalendo corso Matteotti, l’antica via Lauretana,   troviamo  altri monumenti importanti come  la Chiesa di Sant’Agostino, dalla struttura gotica o al Museo dell’Arte Sacra ospitato all’interno di Palazzo Corboli, nei cui vani sono state affrescate ance Allegorie delle Quattro stagioni, con modi che riprendono quelli di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena. A Palazzo Corboli vi è oggi una raccolta di opere di pittura e scultura del Tre-quattrocento oltre ad un Museo Etrusco. Poco distante, sempre lungo corso Matteotti, nel retro bottega di una farmacia si conserva un mosaico romano di 90mq del terzo secolo dopo Cristo. L’altro museo di Asciano è il Museo Cassioli, dedicato al pittore ascianese Amos Cassioli ed al figlio Giuseppe. Fuori dall’abitato più antico meritano attenzione la chiesa di S. Francesco, di pregevole  facciata gotica e   l'antichissima pieve  di Sant'Ippolito (VIII° secolo) dove  un affresco è stato, recentemente, da alcuni critici attribuito a Raffaello.

Crete Senesi

C’è a sud ovest di Siena, nel bacino superiore dell’Ombrone, una vasta fascia territoriale che si caratterizza per la presenza di infiniti cocuzzoli di creta bianca o giallastra, rilevati spesso tra voragini profonde o scavati in esili creste. È la regione delle Crete Senesi: un paesaggio che cambia il volto nell’alterna vicenda delle stagioni a causa di incessanti fenomeni erosivi. Queste colline diventano verdi in primavera per le recenti semine a grano e porpora d’estate per le sulle in fiore. Sono i panorami che hanno ispirato gli sfondi delle tavole e degli affreschi dei più prestigiosi pittori senesi del passato.

Oggi, non c’è fotografo o cineamatore o artista itinerante che non sia infatti folgorato dai calanchi e dalle biancane, dallo splendore solare e terribile delle Crete: superbe e cangianti,e cambiano colore a seconda delle stagioni. Qui sgorgano, anche numerose sorgenti termali, a pochi km si è sviluppato un rinomato centro termale per il trattamento delle malattie respiratorie e della pelle.

Ma il clou è senz’altro la gastronomia, che ha come riferimento tre grandi prodotti, il formaggio, l’olio, il vino. La cucina è povera tramandata dalla nostra cultura contadina a base di pane, olio e pomodoro, ma anche ricca di sapori decisi.

Il fascino delle Crete Senesi è sicuramente superbo. In questi luoghi il giorno è un lungo ciclo fatto di silenzi e di colori che mutano. Le Crete rappresentano lo sguardo antico della civiltà senese, torri e castelli sono ovunque e hanno come incantevole continuità la Val d'Orcia. La natura ha creato un luogo  dove le originali sinuosità della terra si uniscono a colori unici che regalano ai visitatori uno spettacolo meraviglioso. Così i visitatori della fine dell'800, invitati ad ammirare questa terra dopo averla apprezzata nei quadri delle madonne dipinte dai pittori della scuola senese del XIV secolo, restarono affascinati. Le Crete sono le terre dei poeti, degli scrittori e dei mistici che qui hanno sempre trovato originale ispirazione. Il territorio delle Crete si sviluppa intorno ad Asciano. Qui per secoli la vita si è svolta intorno ai poderi ed i contadini hanno sempre curato l'equilibrio e la bellezza del paesaggio. Nei pressi di Chiusure e dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore il paesaggio diventa surreale: l'argilla, modellata dal vento e dall'acqua, disegna spettacolari calanchi. Note sono le cave di travertino, tipica pietra locale, nella zona di Serre di Rapolano. Nella zona di Buonconvento le Crete diventano più gentili e il cielo ancor più grande.

Questo lembo di terra è tra i più fotografati della Toscana, sia in ragione dell'originalità dei paesaggi che per la presenza di splendide testimonianze storiche ed architettoniche. La nota cromatica dominante è quella del grigio che assume sfumature e riflessi diversi al passare delle ore del giorno e delle stagioni: il giallo del tramonto e la luce bianca dell'estate colorano tenuemente il grigiore delle crete, una distesa di colli argillosi quasi completamente priva di vegetazione d'alto fusto, qua e là tagliata da profondi calanchi. Naturalmente il viaggiatore amante dell'artigianato potrà trovare nella zona delle crete una miriade di laboratori di terracotta, dove i maestri artigiani lavorano la terra secondo tecniche tradizioni altrove abbandonate in favore della moderna tecnologia.

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